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Cosa Vedere a Monza

Cosa vedere a Monza? Le rosse chiese lombarde, la corona ferrea, l’autodromo, uno dei parchi più belli d’Italia e fare omaggio alla monaca di Monza.

 Monza Turismo Visita della Città

Conosciuta sin dalle prime scuole grazie ad Alessandro Manzoni, Monza è ricca di arte e di storia.

Vi invitiamo alla sua visita tra le rosse chiese lombarde, la gloriosa storia della Corona Ferrea, il colore di uno dei parchi più grandi d’Italia ed il rombo dei motori dell’autodromo.

Monza fu colonia romana, si sviluppò sotto il dominio di Teodorico divenendo la residenza estiva dell’imperatore.

La Regina Teodolinda regalò a Monza un periodo di grande splendore rendendo Monza una delle città di più grande fascino culturale, artistico, religioso e politico in Lombardia. La crescita di Monza continuò anche sotto il dominio dei Franchi, divenendo sede dell’investitura ad imperatore di Berengario I. Berengario I fu il primo imperatore a vestire la leggendaria Corona Ferrea. Berengario I diede inizio alla celeberrima tradizione della Corona Ferrea che proseguì con l’incoronazione di Federico il Barbarossa, Carlo V, Napoleone, Ferdinando I d’Austria. Altro periodo di grande crescita per Monza fu quello sotto il dominio della famiglia Durini accrescendo la bellezza della città.

 Monza Turismo Il Suo Primato

Monza vanta un grande primato: la prima ferrovia costruita nel Nord Italia che la univa a Milano. La costruzione avvenne nel 1841. La prima ferrovia lombarda fu interamente progettata dall’ingegnere milanese Giulio Sarti mentre la prima ferrovia italiana (Napoli-Portici) fu di progetto francese.

Monza e Itinerario dedicato alla Monaca di Monza

La monaca di Monza Marianna De Leyva nata a Milano nel 1575 e defunta sempre a Milano nel 1650 apparteneva ad una famiglia molto importante nello Stato di Milano alla quale vennero affidati vari incarichi. La madre Virginia Maria era la figlia del banchiere genovese Tommaso Marino.

La Famiglia di Marianna De Leyva divenne anche feudataria di Monza. Marianna De Leyva nacque a Palazzo Marino , oggi sede del Comune di Milano. Nel 1591, Marianna De Leyva, con il nome di Suor Virginia, entrò nel convento di Santa Margherita a Monza luogo in cui oggi sorge la chiesa di San Maurizio.

Dal 1958 Suor virginia tessé la nota relazione con Gian Paolo Osio. L’abitazione di Gian Paolo Osio confinava con il monastero in cui viveva Suor Virginia. Gian Paolo Osio, nobile di Milano ebbe, come Suor Virginia, un’infanzia infelice e rovinata dall’avarizia delle famiglie a cui appartenevano.

La madre di “Mariannina” morì quando lei aveva solo un anno, colpita dalla terribile peste del 1576. La mamma di Marianna De Leyva, morì in assenza del marito. Don Martino de Leyva uomo fin troppo sicuro di sé era esclusivamente dedito alla sua carriera sociale, marito e padre assente, primeggiò per la sua indifferenza nei confronti della figlia che, forse, nel convento aveva trovato una sorta di libertà. La relazione tra Suor Virginia e Gian Paolo Osio terminò con un processo. Gian Paolo Osio fu condannato a morte. Suor Virginia arrestata il 15 novembre del 1607 fu trasferita a Milano, condannata nel 1608 alla reclusione a vita in una cella murata. La cella si trovava nella casa delle Convertite di S. Valeria a Milano, nelle vicinanze di Sant’Ambrogio. Nel 1622 Marianna De Leyva ottenne il perdono, ma preferì rimanere nella casa delle Convertite di S. Valeria ove morì nel 1650.

La storia della “monaca di Monza” venne raccontata anche nei Promessi Sposi di Manzoni cambiando nomi e anno. La vita di suor Virginia tocca Milano con il Palazzo Marino e con la casa delle Convertite di S. Valeria, Monza con l’attuale chiesa di San Maurizio.

ph. Gabriele Barni

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